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Storia

Questa amena e ridente cittadina, situata a 425 metri sul livello del mare, infoltita di verde per la sua abbondante flora, è definita da molti visitatori e turisti “ un piccolo lembo della Svizzera “. Situata a media altezza, domina la valle del fiume Sabato.
E’ circondata a Nord-Est dal Tuoro di Chiusano, dal Taburno, dal Terminio e dal Cervialto; ad Ovest dal Partenio e dal Vallatrone.
Molti uomini illustri, questa terra ha dato alla Patria ed alla Chiesa, ma poco o quasi niente essi hanno lasciato scritto sul loro paese d’origine.
Etimologicamente Aiello deriva dal latino “Ager”, che vuol dire Campo; per molti trae la sua origine da “Sabatia” o “Sabhata” fondata, secondo il Cluverio (De antiquitate Italiae 1.4 e 7 pag. 1199) e il Bellabona (Ragguagli della Città di Avellino 1656) da “Sabatio” figlio di Clus, nipote di Cam e pronipote di Noè.
Sabatio avrebbe quindi fondato “Sabhata”, nucleo principale intorno al quale “si svilupparono altri stanziamenti tribali tutti disseminati lungo il corso dell’alto e medio Sabato”. “Or dando Sabatio principio all’edifici nell’Irpini, impose il suo nome alla città, si come edificandone un’altra dal suo nome chiamolla Sabatia”. Al fiume similmente che nasce da quella città di cui ragioniamo, impose il suo nome chiamandolo Sabato e finora lo ritiene. Si riconosce inoltre al presente non solamente il fiume col nome sabato e tale si nomina; ma ancora la città Sabatio nelle sue ruine, appunto nella valle fra i monti di Serino nel luogo oggi detto “Ogliara”.

I sabatini fondarono “Abellinum in ripa fluminis Sabati”. (Cluverio ). Non diversamente si pronuncia lo storico nuscano Nunzio della Vecchia, nelle sue “Ricerche sulla posizione delle colonie romane”. Egli parlando di Sabatia o Ogliara così si esprime a pag. 118:2 Veggonsi i maestosi avanzi di questa civiltà, in un piano non molto distante da Serino. Consistono essi nei ruderi di muraglia che in forma ellettica fanno il giro di quasi due miglia. Vi si osservano dè scheletri di torri quadrate, nel cui mezzo miransi delle cisterne, e, nella parte opposta della corrente del fiume Sabato che la circonda, tuttora sorgonsi i segni delle fossate.
Questa città era la capitale dè Sanniti Irpini detti Sabatini, che dopo la battaglia di Canne (c. il 200 a.C.) si diedero alla caduta di Troia (1193 - 1184 a.C.), i cui esuli “venuti al seguito di Enea, nel fissare le loro colonie, si stanziarono anche in Lucania e fra i Sabini o Sabelli, dando luogo alla civiltà irpino-sannita”. “Naturalmente nessuno di questi autori di storia patria ha potuto documentare le proprie asserzioni, che noi accettiamo con le dovute riserve”. (Leonida Sannone: Le Radici di Avellino, pa. 13). A mio modesto avviso si è d’accordo col Pionati, dopo di aver letto uno studio del Prof. Mario Napoli, profondo conoscitore della civiltà dei popoli italici, il quale documenta “l’influsso dell’elemento greco sulla cultura italica ed in modo particolare Lucano-Sannita”.  

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